Piccolo Eremo delle Querce

SULLA NOTA CEI IL COMMENTO DELLE RELIGIOSE IN CALABRIA

"Serve una maggior coerenza etica" di suor Rossana Leone e la Comnuità del Piccolo Eremo delle Querce

Per un commento "da Sud"ci siamo rivolte alle sorelle di Caulonia, anello importante nelle attività del Comitato Trentino-Locride

A primo acchito potrebbe sembrare che il documento, nell’affrontare la questione meridionale, cavalchi preponderantemente i problemi della politica e del sociale snocciolando i punti di forza e di debolezza di un Paese che continua ad essere zoppicante perché non è ancora maturata come indispensabile la necessità di crescere insieme, Nord e Sud. A ben scavare però, i Vescovi vanno oltre, indicano prospettive ben precise con un elenco di priorità indilazionabili, nella logica squisitamente evangelica della condivisione.

Articolo - Vita Trentina

La schiettezza dell’analisi e la lucidità della denuncia rimandano esplicitamente all’urgenza d’investire sulla sussidiarietà e sulla solidarietà nazionale con coraggio e nel massimo rispetto delle nuove ed antiche marginalità. Maturando, al contempo, una consapevolezza: male e bene, sia che attecchisca al Nord o al Sud, riguardano tutto il Paese. Il ‘cancro’ della criminalità organizzata, ad esempio, non è un problema che ferisce solo il Mezzogiorno. C’è un circuito d’azione dilagante che coinvolge l’intero territorio nazionale e, come tale, deve essere affrontato, superando la tentazione – che serpeggia talora anche tra le Chiese – di non parlare più del problema o di limitarsi alla denuncia. Con ciò confinando la parresia dell’annuncio evangelico nella mollezza feriale di una fede edulcorata. L’episcopato italiano, annunciando la forza di libertà e di liberazione che viene dal Vangelo accolto a piene mani e vissuto senza compromessi, ribadisce l’impegno missionario delle comunità cristiane e, al contempo, fa leva sul senso civico degli italiani e sulle potenzialità auto-propulsive di sviluppo – al Sud ancora  imbrigliate – che maturano attraverso politiche d’intervento mirate e lungimiranti. Esse esigono, soprattutto dalle classi dirigenti, una maggiore coerenza etica, affinché il bene comune prevalga sugli egoismi individuali e corporativi. Alla comunità ecclesiale è richiesta invece una maggiore incisività nella formazione delle coscienze, valorizzando le  risorse spirituali, morali e culturali di tutti gli italiani, cui si aggiungono le tipicità multietniche e religiose degli immigrati e dei profughi che, non dimentichiamolo, fanno parte integrante del tessuto connettivo del nostro Paese. Tutto ciò può essere realmente possibile – ed ecco la vera novità! – con un approccio che, superando assistenzialismo e particolarismi sociali, faccia fiorire la reciprocità.
Noi, gente del Sud, diciamo grazie!