Laboratorio di Spiritualità e Tecnica dell'Icona "LA GLIKOPHILOUSA"

Pubblicazioni

 

Abbiamo a cuore l’annuncio del Vangelo e comprendiamo che “bisogna avere il coraggio di trovare i nuovi segni, i nuovi simboli, una nuova carne per la trasmissione della Parola” (Evangelii Gaudium,167). Segni e simboli che facciano esclamare con stupore: È bello, è vero, è buono!

Sui sentieri antichi della bellezza, con lo sguardo puntato sull’Oltre, abbiamo ritrovato segni e simboli sempre nuovi che annunciano l’inscindibile triade del buono, del vero e del bello, sfrondati dall’insidia di logiche mondane – l’idolatria dell’immanenza! – che annacquano il vino buono del Vangelo e ubriacano il cuore trascinandolo nel disordine e nella contraddizione.  

Le pubblicazioni dell’Eremo, e in particolare quelle del Laboratorio di Spiritualità e Tecnica dell’icona “La GLikophilousa”, s’inoltrano spedite su questi sentieri e vogliono contribuire, senza pretese, con ordinaria semplicità, a far “recuperare la stima della bellezza per poter giungere al cuore umano e far risplendere in esso la verità e la bontà del Risorto” (Evangelii Gaudium,167).
 
 
 

 
Catalogo della mostra "Il Divino e la Bellezza redenta"

ROSSANA LEONE, RENATA BOZZETTO

Il Divino e la Bellezza redenta. I colori della misericordia nell'Inno Akathistos e nelle Icone della Madre di Dio

La Glikophilousa, Crochi 2016

pp. 90 Formato: 15x21  

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Ci piacerebbe condurvi, a volo d’uccello, in una piccola regione dell’altopiano anatolico, la Cappadocia, tra gole, valli e pinnacoli mozzafiato, in uno scenario naturale di rara bellezza, segnato dal tufo vulcanico e dalle chiese rupestri scavate nella roccia. [...] In questo ambiente antico, tra le tante chiese immerse nella penombra e nel silenzio, una in particolare attrarrebbe la nostra attenzione: è la Nuova Chiesa di Tokali Kilise (del 950 ca.) «la  chiesa della fibbia», sita a Göreme. Qui, nella nicchia del corridoio orientale, ancora ben conservato, c’è un affresco della Madre di Dio della Tenerezza che attrae l’occhio dell’orante con la sobrietà nobile di uno sguardo pregno di tenerezza e compassione. A questo affresco s’ispira la nostra icona.

[...] Scrivendo quest’icona della Madre di Dio della Tenerezza, abbiamo rivisitato, quasi con timidezza e trepidazione, lo splendore e la maestria di questa loro arte fiorita nell’essenzialità di una fede integra e feconda. E senza indugi, in questo scampolo di visione, sussultando di stupore e compiacimento, abbiamo gustato la dolcezza di una religiosità cristallina che ci ha scaldato il cuore.      


 
Pubblicazione Pregare con le Icone - 1

ROSSANA LEONE, RENATA BOZZETTO

La stagione della misericordia. Zaccheo sul sicomòro

La Glikophilousa, Crochi 2016

COLLANA: Pregare con le Icone, 1. pp. 24 Formato: 15x21  

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Contemplando l’icona di Zaccheo sul sicomòro, coglierete che essa è specchio della vostra fede, trasparenza del vostro vissuto cristiano, colore dei desideri più alti e profondi. A noi è stato dato, per dono, il ministero di scriverla in preghiera; a voi e con voi la gioia di testimoniarla nella comunità. «Zaccheo sul sicomòro — scrive sant’Ambrogio — è il nuovo frutto della nuova stagione» (In Luc., 8, 82.84-90), inaugurata dalla filantropia di Dio. L’icona ne esalta la bellezza espandendo il profumo della misericordia...


 
Pubblicazione Pregare con le Icone - 2

ROSSANA LEONE, RENATA BOZZETTO

Quel mistero di fango e di luce. il cieco nato

La Glikophilousa, Crochi 2016

COLLANA: Pregare con le Icone, 2. pp. 24 Formato: 15x21  

RICHIEDILO

   

La nostra esperienza, qui, nasce da una ‘visione’ e vuole condurci alla ‘visione’. Si tratta di ascoltare ciò che lo Spirito suggerisce al cuore in ordine alla salvezza. Ascoltare con gli occhi, guardare la Parola, per dimorare nella Luce. E di luce e fede si fa annuncio l’icona del cieco nato, che scaturisce dalla contemplazione del Vangelo di Giovanni (9,1-41). [...] Che non ci capiti di sentire nel cuore, più e più volte, il rimprovero del Signore: «siccome dite: “Noi vediamo”, il vostro peccato rimane» (v. 41). All’ego recalcitrante opponiamo, senza riserve né rimandi, il dinamismo di un cuore contrito che si avvia deciso verso la piscina di Sìloe...


 
Pubblicazione Pregare con le Icone - 3

ROSSANA LEONE, RENATA BOZZETTO

Compassione e dolente bellezza. Il compianto di Maria

La Glikophilousa, Crochi 2016

COLLANA: Pregare con le Icone, 3. pp. 24 Formato: 15x21  

RICHIEDILO

 

L’icona del Compianto di Maria s’ispira al gruppo della Pietà secondo i modelli occidentali, sebbene mantenga una forte ascendenza bizantina. Questo tema iconografico, emerso dal fondale bizantino con particolari adattamenti ed interpretazioni, è molto caro alla religiosità dell’Italia meridionale. Un esempio particolarissimo, fra i tanti, è la Pietà di Andreas Pavias, esposta nel Museo Diocesano di Rossano...  


 
Pubblicazione Pregare con le Icone - 4

ROSSANA LEONE, RENATA BOZZETTO

L'abbraccio. Icona della Madre di Dio della Tenerezza

La Glikophilousa, Crochi 2016

COLLANA: Pregare con le Icone, 4. pp. 24 Formato: 15x21  

RICHIEDILO

 

Ci piacerebbe condurvi, a volo d’uccello, in una piccola regione dell’altopiano anatolico, la Cappadocia, tra gole, valli e pinnacoli mozzafiato. [...] In questo ambiente antico, tra le tante chiese immerse nella penombra e nel silenzio, una in particolare attrarrebbe la nostra attenzione: è la Nuova Chiesa di Tokali Kilise (del 950 ca.) «la  chiesa della fibbia», sita a Göreme. Qui, nella nicchia del corridoio orientale, ancora ben conservato, c’è un affresco della Madre di Dio della Tenerezza che attrae l’occhio dell’orante con la sobrietà nobile di uno sguardo pregno di tenerezza e compassione.  [...] Scrivendo quest’icona della Madre di Dio della Tenerezza, noi abbiamo rivisitato, quasi con timidezza e trepidazione, lo splendore e la maestria di questa loro arte fiorita nell’essenzialità di una fede integra e feconda. E senza indugi, in questo scampolo di visione, sussultando di stupore e compiacimento, abbiamo gustato la dolcezza di una religiosità cristallina che ci ha scaldato il cuore...  


 
Mostra di Icone su san Paolo- Tralucere l'Infinito 

ROSSANA LEONE, RENATA BOZZETTO

Tralucere l'Infinito. Vita e Teologia dell'apostolo Paolo. Icone della Glikophilousa

La Glikophilousa, Roma 2009

pp. 156 Formato: 15x21  

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Tralucere l’Infinito non è semplicemente il titolo suggestivo di un evento culturale o artistico fortemente voluto da un grappolo di uomini e donne amanti del bello, quanto piuttosto l’eco interiore di un desiderio, una memoria, una speranza, fissi nel Dio vivente. A suscitarli, il mite riverbero della Sua ammirabile luce (cfr. 1Pt 2,9). Nel suo tralucere, entro i limiti posti alla nostra creaturalità, siamo stati iniziati all’infinita bellezza della Divina Sapienza che in Cristo si fa carne e nell’Icona diventa Volto...  


 
Mostra d'icone della Glikophilousa - Trento 2008 

AA. VV.

Icone. Tradizione bizantina e spiritualità

a cura di Claudia Gosetti

Trento, 2008   pp. 96 Formato: 21x30

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La fascinosa misteriosità dell’icona attrae e seduce. Al di là dell’ammirazione estetica, soggettiva e mutevole, l’occhio si posa stupito sull’inusitata bellezza di forme e colori che fanno affiorare arcane memorie dai meandri dell’anima. S’intuisce di essere immersi nel respiro di un’arte che trascende, fino a percepire che, al di là di un occhio che guarda, lo spirito suscita uno sguardo che ascolta. Arte e spiritualità sono i due volti speculari dell’Icona: l’una si riflette quasi naturalmente nell’altra generando una sinergia che valorizza le prerogative di entrambe...  


 
Che cosa può ridare entusiasmo e fiducia,
che cosa può incoraggiare l’animo umano
a ritrovare il cammino,
ad alzare lo sguardo sull’orizzonte,
a sognare una vita degna della sua vocazione
se non la bellezza?

L’esperienza del bello, del bello autentico,
non effimero né superficiale,
non è qualcosa di accessorio o di secondario
nella ricerca del senso e della felicità,
perché tale esperienza non allontana dalla realtà,
ma, al contrario, porta ad un confronto serrato
con il vissuto quotidiano,
per liberarlo dall’oscurità e trasfigurarlo,
per renderlo luminoso, bello.

Benedetto XVI