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"Dio padre di tutti" (Mt 5,43-48)

PREMESSA

Nella vita di San Francesco di Sales si narra un episodio simpaticissimo. Un giorno si era imbattuto in una persona che aveva preso ad insultarlo sino a mettergli le mani addosso. Il santo vescovo di Ginevra, che aveva raggiunto con sforzo un fermo dominio di sé alimentando quotidianamente il dono della pazienza e della dolcezza, rimase calmo, anzi, continuò a sorridere con amabilità. L’altro, disarmato da quella reazione, finì per tacere. Il Santo allora gli disse: “Potete dire quello che volete, potete fare quello che volete, potete anche cavarmi un occhio, ma vi avverto che in questo caso, me ne rimane un altro per guardarvi con amore”.

Ecco l’amore del Padre di cui parla Gesù nel brano che ora mediteremo. Un amore tenace, che non si lascia smontare dal nemico dichiarato, che spezza la violenza dell’avversario con le armi della pazienza, che si oppone all’odio con un’amabilità senza riserve, ad oltranza. Insomma, mettere in pratica la Parola “Amate i vostri nemici” è un po’ come dire a chi vi vuol fare del male: “Potete anche cavarmi un occhio,… ma me ne rimane un altro per guardarvi con amore”.

 

1. LEGGIAMO

Invochiamo lo Spirito perché il seme sparso dal Divino Seminatore ci trovi pronti a lottare contro la superficialità dell’ascolto, la difficoltà della vigilanza, la paura di lasciarci trasformare.

 

Avete inteso che fu detto: Amerai il tuo prossimo e odierai il tuo nemico; [44] ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, [45] perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti. [46] Infatti se amate quelli che vi amano, quale merito ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? [47] E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? [48] Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste.

 

2. RIFLETTIAMO INSIEME (lectio e meditatio)

Il nostro brano fa parte di un più ampio discorso attraverso il quale appare chiaro che Gesù è venuto a dare compimento alla Legge liberandola dagli atteggiamenti formalistici della tradizione ed imponendo una novità assoluta: il primato della carità. Il discorso si snoda attraverso un continuo dibattito-confronto con la mentalità degli scribi e dei farisei, e tocca sei punti: l’omicidio (5,21-22), l’adulterio (5,27-28), il divorzio (5,31-32), il giuramento (5,33-37), la legge del taglione (5,38-42), l’amore del prossimo (5,43-47).

 

Consideriamo l’ultimo punto. Esso si apre con una citazione del libro del Levitico 19,18: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”, seguita da un’aggiunta: “e odierai il tuo nemico”, che non appare nel testo dell’Antico Testamento, sebbene in esso più volte si faccia riferimento all’odio del nemico inteso come espressione d’amore indiviso dovuto a Dio ed intolleranza contro gli avversari della fede di Israele: “Non odio forse, Signore, quelli che ti odiano…? Li detesto con odio implacabile come se fossero miei nemici” (Sal 139,21).

Richiamata la citazione, Gesù aggiunge: “Ma io vi dico…amate i vostri nemici”. Con l’autorevolezza di quel ripetuto “ma io vi dico”, egli denuncia ancora una volta la miopia degli scribi (i teologi del tempo!) che avevano mortificato la Legge riducendola a miriadi di precetti senz’anima e ripropone la novità dell’amore di Dio.

Amore che è innanzi tutto gratuità indiscussa e che si spinge sino all’abbraccio del nemico. Anzi, l’accoglienza del nemico e la preghiera per lui diventa ora il banco di prova dell’amore e il certificato di nascita che ratifica la nostra figliolanza divina: “…perché siate figli del Padre celeste”. Come dire: se sei figlio del Padre celeste, devi assomigliare a Lui, amare come Lui ama. E Lui ama al punto che “fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti”.

 

Cosa vuol dire tutto questo, e cosa implica?

 

La consapevolezza di essere tutti figli di un unico Padre, buoni o cattivi che siamo. Si racconta nella vita di Don Bosco che, ormai vecchio, accomiatandosi dai suoi figli spirituali, si sia rivolto loro ammonendoli con questa raccomandazione: “Rammentatevi che siete tutti fratelli”. Ecco il punto, a partire dal quale dobbiamo rivolgerci agli altri dicendo di cuore: “Anche se mi sei nemico, per me, tu continui ad essere mio fratello perché nel tuo volto scorgo e amo l’immagine del Padre”.

 

La necessità di confrontarsi sempre con lo stile di amore del Padre, vincendo le resistenze della nostra umanità incline ad amare soltanto chi ci ama. Questa è la prova del nove che Gesù ci ha indicato come verifica d’autenticità. Anzi, questo amore gratuito, che non dipende dal contraccambio, che s’impegna a ridurre ogni giorno lo spazio ingombrante dell’io egoistico ed egocentrico, è l’unico segno “straordinario” che identifica e contraddistingue il cristiano.

 

In definitiva, l’essere perfetti come è perfetto il Padre, significa permettere a Dio di trasformarci a sua immagine, con la forza di una mite violenza che c’impone, come diceva Don Orione, di “fare del bene sempre, del bene a tutti, del male mai a nessuno”, sull’onda di un ottimismo ben radicato nella fede che ci spinge con speranza verso una carità senza limiti.

 

3. APPROFONDIAMO INSIEME LA PAROLA ASCOLTATA (collatio)

 Ho letto da qualche parte questo interrogativo: “A che ti serve l’amore se vuoi soltanto riceverne?” Cioè: l’amore è per sua natura “diffusivo” e universale, rifugge dal possesso e si fa apertura agli altri. Chiediamoci: cos’è per l’amore? Che significa amare? Quando amo veramente?

 

Theilhard de Chardin, un mistico gesuita, scriveva: “Il mondo appartiene a coloro che sono capaci di offrire la speranza più grande”. E questa speranza è l’amore che nasce dalla consapevolezza di essere familiari di Dio.

Come offriamo questa “speranza più grande” a coloro che ci stanno accanto, ma anche a coloro che si rivelano “nemici dichiarati”?

 

La giustizia cammina a braccetto con la misericordia, che è amore compassionevole e sguardo tenero verso tutti poiché Dio è Padre di tutti. Chiediamoci: Cosa significa per me “giustizia” e “Dio giusto”?

 

 4. I NOSTRI IMPEGNI (actuatio)

Individua nel contesto in cui vivi ed operi il modo in cui tu possa testimoniare che “Dio è Padre di tutti” e che la sua paternità universale è accoglienza privilegiata del povero, sete di giustizia, ricerca del bene comune e superamento delle barriere sociali, culturali, etniche.

Considera in te e attorno a te le difficoltà che impediscono una corretta circolazione d’amore e che finiscono per indurire il cuore: la superficialità, i pregiudizi, le chiusure… soprattutto nei confronti di chi ci ha fatto del male. Impegnati poi a rivisitare situazioni e persone alla luce della Parola che abbiamo meditato e lasciati condurre dallo Spirito verso atteggiamenti di perdono, fiducia, speranza. In una parola: “Copri i difetti dei tuoi fratelli col mantello della carità”.

Infine, prega. Prega a lungo e quotidianamente per tutti, ma soprattutto per coloro che in qualche modo ti sono nemici. Prega ed offri il tuo dolore perché sia trasfigurato da Colui che ha chiamato amico persino l’uomo che l’avrebbe tradito.

 

5. PREGHIAMO INSIEME (oratio)

(Salmo 85)

[2]Signore, sei stato buono con la tua terra,

hai ricondotto i deportati di Giacobbe.

[3]Hai perdonato l`iniquità del tuo popolo,

hai cancellato tutti i suoi peccati.

[4] Hai deposto tutto il tuo sdegno

e messo fine alla tua grande ira.

[5] Rialzaci, Dio nostra salvezza,

e placa il tuo sdegno verso di noi.

[6] Forse per sempre sarai adirato con noi,

di età in età estenderai il tuo sdegno?

[7] Non tornerai tu forse a darci vita,

perché in te gioisca il tuo popolo?

[8] Mostraci, Signore, la tua misericordia

e donaci la tua salvezza.

[9] Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore:

egli annunzia la pace

per il suo popolo, per i suoi fedeli,

per chi ritorna a lui con tutto il cuore.

[10] La sua salvezza è vicina a chi lo teme

e la sua gloria abiterà la nostra terra.

[11] Misericordia e verità s`incontreranno,

giustizia e pace si baceranno.

[12] La verità germoglierà dalla terra

e la giustizia si affaccerà dal cielo.

[13] Quando il Signore elargirà il suo bene,

la nostra terra darà il suo frutto.

[14] Davanti a lui camminerà la giustizia

e sulla via dei suoi passi la salvezza.